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Osteoporosi

E’ una malattie estremamente diffusa, soprattutto nelle forme post-menopausale e senile. E’ causata da una riduzione abnorme della massa ossea, da cui fragilita’ scheletrica e suscettibilità alle fratture. Le fratture possono interessare vari segmenti scheletrici, dalla colonna vertebrale al femore, dal bacino all’estermita’ distale di radio e ulna, dalle coste al bacino. Sono note numerose varieta’ di osteoporosi, solitamente suddivise in due classi: le forme primitive e quelle secondarie. Le forme primitive comprendono: l’osteoporosi post-menopausale e senile, l’osteoporosi giovanile, l’osteoporosi maschile, l’osteogenesi imperfetta; delle osteoporosi secondarie ricordiamo quella da farmaci (corticosteroidi, eparina), da malattie endocrine e gastrointestinali, da immobilizzazione, da trapianto, secondaria ad artrite reumatoide.

Nell’osteoporosi la ridotta resistenza dello scheletro non deriva soltanto da una diminuzione della densita’ ossea, ma anche da una alterazione della qualita’ del tessuto osseo quali la geometria, le dimensioni e la microarchitettura, le caratteristiche del materiale, come il tipo di collagene, lo stato di mineralizzazione e la presenza di microdanni, ed infine il rimodellamento scheletrico. Quindi e’ anche dall’alterazione della qualita’ dell’osso, ad esempio per una assottigliamento delle trabecole dell’osso spugnoso, per un aumento dei processi di riassorbimento osteoclastico, oppure per una diminuzione della mineralizzazione, che si realizza quella fragilita’tessutale che porta alle fratture patologiche.